Un’esperienza di sport per tutti dedicata a bambini e ragazzi, tra inclusione, educazione e bellezza generativa
All’interno del progetto Connessioni culturali – Bellezza generativa, promosso dal Comune di Perugia, il Centro Sportivo Italiano – Comitato di Perugia ha contribuito a un percorso diffuso sul territorio cittadino, mettendo al centro bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni, con una particolare attenzione all’inclusione dei minori con disabilità.
Connessioni culturali si è configurato come un ampio contenitore di iniziative gratuite, realizzate nel centro storico e nelle frazioni della città, con l’obiettivo di offrire ai più giovani occasioni di incontro, scoperta e socializzazione al di fuori dei contesti scolastici tradizionali. In questo quadro, lo sport inclusivo ed educativo, da sempre cifra distintiva dell’azione del CSI Perugia, si è inserito come linguaggio privilegiato per creare relazioni, abbattere barriere e favorire una partecipazione attiva.
Tra le diverse iniziative proposte, Giochi senza barriere ha rappresentato un’esperienza particolarmente significativa, pienamente coerente con la visione del CSI di uno sport per tutti, accessibile e attento alle persone. L’iniziativa si è svolta presso l’impianto L’Arca Antica di Lidarno, sede di riferimento per le attività sportive ed educative del Comitato.
L’organizzazione delle giornate ha privilegiato tempi e spazi orientati all’accoglienza e alla relazione: dall’arrivo dei bambini e dei ragazzi ai momenti di colazione condivisa, fino alla presenza costante degli animatori CSI. Le attività hanno alternato gioco libero e strutturato, sia all’aperto sia al chiuso, attraverso percorsi motori, giochi di gruppo, tornei e proposte ludico-sportive progettate per garantire la partecipazione di tutti, senza barriere.
All’interno dell’esperienza ha trovato spazio anche il Villaggio dello Sport CSI, con gonfiabili e postazioni di gioco che hanno favorito il coinvolgimento e la socializzazione. Il biliardino umano, i tiri a canestro e le attività dedicate ai più piccoli hanno reso lo sport un linguaggio condiviso, capace di unire e far divertire.
Anche i momenti conviviali, come il pranzo, sono stati parte integrante del percorso educativo, occasioni preziose per rafforzare le relazioni e favorire la conoscenza reciproca.
Accanto al CSI hanno partecipato al progetto numerose realtà del territorio – associazioni culturali, artistiche e teatrali come La Casa degli Artisti, la Banda degli Unisoni, il Teatro Le Onde e la Fattoria didattica Baldo & Riccia – dando vita a un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e associazioni del terzo settore.
Giochi senza barriere si conferma così un esempio concreto di sport inclusivo, inteso non solo come attività fisica, ma come strumento educativo e sociale, capace di generare crescita personale, partecipazione collettiva e autentica bellezza generativa, soprattutto per le nuove generazioni.






















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